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Semplificare la Pac ? Proposte della Commissione

- Friday, December 02, 2005 ore 12:49
Una comunicazione suggerisce alcuni interventi per il futuro
Gli obiettivi: rendere la normativa più trasparente, sfoltire la burocrazia, alleggerire i costi per le aziende agricole. Ben venga! Si potrebbe dire….

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È prassi della Commissione sollecitare approfondimenti su temi giudicati importanti per la prosecuzione della gestione delle politiche agricole.
Tali approfondimenti prendono le forme di una ‘Comunicazione della Commissione’, di norma redatta da un dedicato gruppo di lavoro, che analizza le future ipotesi di azione le quali sono successivamente poste alla attenzione degli Organismi comunitari e nazionali e del pubblico dibattito.
Ne vengono di norma analisi e suggerimenti che, in un modo o nell’altro, si traducono in proposte di lavoro sottoposte a successiva rielaborazione e definitiva approvazione politica.
È stato così per il significativo documento sulle emergenze, derivate dalle calamità naturali e da quelle di mercato dello scorso febbraio, oggetto di un tentativo in corso di predisposizione di specifica normativa regolamentare.
È così ora con una recente Comunicazione in materia di semplificazione della Pac.
Il documento illustra i piani della Commissione per ‘ … semplificare la Pac, rendere la normativa più trasparente, sfoltire la burocrazia ed alleggerire i costi aziendali …’.
Ben venga ! si potrebbe dire.
Se la Commissione, responsabile di buona parte delle fatiche burocratiche del mondo agricolo e della sua amministrazione ha consapevolezza dei propri limiti dispositivi, forse si riuscirà a portare a termine questa opera meritoria per le imprese, per l’amministrazione pubblica e per il buon senso.
Vediamo come. La Comunicazione è tesa da un lato a dimostrare che un lavoro di semplificazione è in atto da tempo e che tocca tutti i settori portanti delle politiche per l’agricoltura e dall’altro ad avanzare proposte per il futuro.

Un unico grande documento sulle Ocm
Per quanto riguarda il futuro vengono avanzate diverse proposte, la principale delle quali è quella di un unico grande regolamento che riassume le 21 Organizzazioni comuni di mercato esistenti, regolate da altrettanti 21 regolamenti settoriali.
Considerato che le citate Ocm presentano fra loro forti analogie di struttura e di disposizione, ma divergono per soluzioni a problemi simili, la loro abolizione e sostituzione con una unica regolamentazione in ordine a politiche per l’intervento, l’ammasso privato, i contingenti tariffari per l’import, le restituzioni per l’export, le misure di salvaguardia, la promozione, la normativa per gli aiuti di Stato, la comunicazione e la trasmissione dei dati rappresentano un obiettivo salto di qualità non solo di semplificazione normativa, ma anche di natura e costituzione della politica agricola.
La proposta è forte, sufficientemente indeterminata da non potere essere indagata a fondo, impegnativa per una proposta di regolamento che dovrebbe essere pronta per il prossimo 2006.

Si va verso una politica orizzontale?
In realtà siamo di fronte alla estinzione della politica settoriale comunitaria ed alla costituzione di una politica orizzontale di strumenti.
Il sostegno economico va integralmente ai redditi agricoli, gli strumenti saranno a disposizione delle politiche.
Se questa è la strada siamo all’epilogo della esperienza della finalizzazione della spesa agricola, ed al consolidamento del sostegno della agricoltura quale settore ‘pubblico’ determinante del nostro modello di società, al pari – la similitudine non appaia irriguardosa ! – del costo che i cittadini pagano per servizi pubblici tariffati: elettricità, gas, trasporti, scuola, ecc.
Il livello della spesa agricola sarà oggetto di decisione politica, probabilmente variabile dipendente degli accordi internazionali, del generale andamento del mercato e delle disponibilità finanziarie.
In realtà la effettiva prospettiva di semplificazione presuppone una scelta sulla natura della spesa agricola.
È legittimo tuttavia interrogarsi se tale semplificazione normativa sia derivata da una scelta sulle modalità del sostegno agricolo oppure se siamo di fronte al suo esatto contrario, la prospettiva della semplificazione obbliga a scegliere il premio disaccoppiato.
Non c’è dubbio tuttavia che in questo modo la strada della separazione fra sostegno e produzioni giunge al suo punto di non ritorno e ci consegna inediti interrogativi sul significato della futura politica agricola comune.
Nella Comunicazione c’è naturalmente dell’altro.

Tre mosse di notevole interesse
Il primo impegno è quello della costituzione di un ‘Audit giuridico’ che monitorando i testi normativi in essere produca conseguente semplificazione.
Il secondo è quello della verifica di fattibilità di un ‘modello Ue dei costi amministrativi netti’ per quantificare in modo omogeneo i costi amministrativi imposti agli agricoltori e ridurli.
Il terzo consiste nella riduzione a tre dei sette testi, tuttora in vigore, per la normativa degli ‘Aiuti di Stato’: i regolamenti di esenzione, di orientamento e del ‘de minimis’.
Si ricordi che quest’ultimo regolamento sostiene giuridicamente la possibilità delle misure urgenti per le emergenze di mercato che proprio la scorsa settimana il Senato ha approvato per i nostri settori in crisi.
Come si vede indicazioni metodologiche rivolte a costituire la occasione per far diventare la semplificazione filtro e criterio cogente attraverso il quale traguardare l’insieme della attività comunitaria, in particolare per quanto riguarda la valutazione ex-ante di tutte le proposte che la Commissione avanzerà.
Infine su quello delle scelte in corso la ‘ Comunicazione ‘ prende ad esempio la proposta già avanzata sulla riforma del settore dello zucchero ed indica, nel settore della ortofrutta fresca e trasformata, la necessità di intervenire specificamente sulle norme tecniche in relazione alle norme internazionali.
Un lavoro in corso che ausicabilmente ci accompagnerà ancora per un po’.



Autore: Carlo Bonizzi
http://www.24oreagricoltura.com/dettaglio.asp?id=600

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